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Riconoscimento ufficiale degli alberi: accade in un piccolo paese del Quebec

Ambiente, benessere

Riconoscimento ufficiale degli alberi: accade in un piccolo paese del Quebec

Quando un albero smette di essere un oggetto e torna a essere un essere vivente. L’hanno realizzato in un piccolo paesino, in Canada.

Quando un albero smette di essere un oggetto e torna a essere un essere vivente

“Gli alberi non hanno bisogno di noi per vivere. Siamo noi ad aver bisogno di loro per continuare a vivere bene.”

In un piccolo Comune del Québec, poco più di 2.000 abitanti, è accaduto qualcosa di straordinario. Non è stata inaugurata una nuova tecnologia, non è stato costruito un grande ospedale, né approvato un imponente piano economico.

È cambiato il modo ufficiale di guardare gli alberi.

Il Consiglio comunale di Terrasse-Vaudreuil ha scelto di riconoscere ufficialmente che gli alberi non sono semplici elementi del paesaggio urbano, ma esseri viventi dotati di un valore proprio,
con il diritto di vivere, crescere e rigenerarsi.

Potrebbe sembrare un gesto simbolico.
In realtà è molto di più.

È un cambio di paradigma.

Per secoli abbiamo osservato la natura attraverso una lente profondamente antropocentrica: il bosco produce legname, l’albero offre ombra, il fiume fornisce acqua. Tutto è stato misurato in funzione della sua utilità per l’uomo.
Oggi, invece, iniziamo finalmente a comprendere qualcosa che i popoli indigeni conoscevano da millenni, ovvero che noi non siamo separati dalla natura.
Ne siamo parte.

Ed è proprio questo il cuore dell’approccio One Health, oggi riconosciuto a livello internazionale. La salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi sono profondamente interconnesse.

Non esiste il benessere delle persone senza il benessere delle foreste, dei suoli, dell’acqua e della biodiversità.

Ogni volta che un bosco viene impoverito, ogni volta che un albero vetusto viene abbattuto senza una reale necessità, perdiamo qualcosa che va ben oltre il legno.
Perdiamo capacità di assorbire carbonio (CO2).
Perdiamo biodiversità.
Perdiamo ombra, frescura, qualità dell’aria.
Perdiamo silenzio.
Perdiamo luoghi capaci di abbassare i livelli di stress, migliorare l’umore, sostenere il sistema immunitario e favorire il recupero psicofisico.

La ricerca scientifica degli ultimi decenni lo conferma con sempre maggiore chiarezza che vivere e trascorrere tempo in ambienti forestali sani produce benefici concreti sulla nostra salute.

La Forest Therapy nasce proprio da questa consapevolezza.
Non è l’uomo che “cura” la foresta.
È la foresta che, attraverso la sua straordinaria complessità biologica, offre alle persone condizioni favorevoli per ritrovare equilibrio, benessere e salute.

Per questo motivo la decisione di Terrasse-Vaudreuil assume un significato che va ben oltre i confini del Canada.

Riconoscere i diritti degli alberi significa riconoscere il loro ruolo essenziale nel mantenimento della vita.
Significa affermare che un albero possiede un reale valore che non dipende esclusivamente dalla sua utilità economica di vederlo come legname, come oggetto.

Significa comprendere che proteggere un ecosistema, una foresta, equivale a prendersi cura della comunità che ci abita.

La cosa forse più bella è sapere come tutto abbia avuto origine non da una legge imposta dall’alto.
Non da una grande organizzazione internazionale.
Ma da un film.
Tutto è stato originato da una semplice proiezione che ha acceso domande, riflessioni, dialoghi tra i cittadini.
Da quella scintilla è nato un percorso partecipato che ha coinvolto amministratori, tecnici, studenti e comunità, fino ad arrivare a una decisione storica a cui nessuno fino ad ora aveva ancora pensato.

È la dimostrazione che il cambiamento culturale nasce sempre dalla consapevolezza.
Le grandi trasformazioni iniziano quasi sempre con una domanda.

- E se smettessimo di considerare la natura come qualcosa che ci appartiene?
- E se iniziassimo invece a sentirci parte di una comunità vivente più ampia?

Forse è proprio questa la direzione verso cui dobbiamo andare…

Una società che non tutela gli alberi soltanto perché producono ossigeno o assorbono anidride carbonica, ma perché riconosce loro una dignità intrinseca.
Un valore dato come essere vivente.

Una società che comprende come la salute pubblica non si costruisca esclusivamente negli ospedali, ma anche nei boschi, nei parchi, nelle aree verdi e in tutti quegli ecosistemi che ogni giorno lavorano silenziosamente per noi.

Come guida di immersioni forestali incontro molto spesso persone che ritrovano serenità camminando lentamente tra gli alberi, respirando i profumi del bosco, ascoltando il vento tra le chiome, guardando le infinite gradazioni di verde.
E ogni esperienza , ogni gruppo che conduco, mi ricorda la stessa verità: la foresta non è soltanto uno spazio naturale.
È una relazione.
E ogni relazione per farci del bene richiede rispetto reciproco.

Forse il futuro non consiste semplicemente nel piantare più alberi.
Forse il vero cambiamento sarà imparare a riconoscere che ogni albero è un compagno di viaggio, qui sulla Terra, un alleato silenzioso della nostra salute e della nostra stessa esistenza.

Perché, in fondo, prenderci cura degli alberi significa prenderci cura di noi stessi.

Ed è questa, forse, la più autentica espressione del principio One Health.

Camilla